Simona JayeLex Justich

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IMG_20150208_120318~2Intervista rilasciata al “Corriere della Sera”

1) JayeLex, Come e quando sei venuta a conoscenza del Geocaching?

A metà luglio 2010 mi recavo a Roma per motivi di lavoro. Gli impegni mi avrebbero trattenuto il venerdì ed il lunedì seguente. Decidevo, allora, di cogliere l’occasione per far visita ad amici. Non avevo fatto programmi per il fine settimana e mi ero resa disponibile a seguirli nelle loro attività. Detto e fatto, il sabato mattina, mentre la maggior parte dei Romani era in coda verso le spiagge di Ostia, noi ci dirigevamo verso la campagna romana per quella che sarebbe stata la mia prima geo-caccia.

Mi lasciavo trasportare con curiosità mescolata ad un po’ di dovuto scetticismo.

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Cori, Tempio di Ercole

Le coordinate del nostro primo obiettivo ci portavano in prossimità delle rovine di un antico tempio romano. Rapidamente scovavamo il cache ed il mio primissimo ritrovamento veniva immortalato mentre fingevo di sorreggere una delle colonne. Potevo non continuare?

La giornata procedeva rapidamente. Di cache in cache mi sorprendevo sempre di più, sia per la spettacolarità dei luoghi, sia per l’ingengosità nel realizzare contenitori geniali e fantasiosi, sia per l’incredibile impegno di chi aveva nascosto e continuava a mantenere in perfette condizioni i cache, per il divertimento altrui, lo stesso di cui probabilmente avevano goduto grazie all’opera di altri geo-proprietari.

Frascati
Frascati, sopra GZ (“Ground Zero”)

2) Come hai visto evolvere il panorama del geocaching in Italia da allora?

Dal 2010 il numero dei cache sul territorio è aumentato di circa il 50%. La crescita è continua, seppur non ai ritmi vertiginosi che si possono osservare negli altri paesi europei. Ci sono ancora moltissimi posti spettacolari da far scoprire nascondendo nuovi cache. La comunità italiana dei geocacher offre instancabilmente il proprio contributo, ma il problema è che forse siamo ancora pochi per coprire un’area così vasta come quella nazionale.

3) Quanti geocachers e quante gecaches ci sono in Italia?

Non è possibile avere una stima precisa dei geocacher attivi, ovvero quelli che praticano con costanza. Dai dati rilevabili da project-gc sull’attività mensile, che si basano sui ritrovamenti effettuati dai geocacher italiani, e dagli accessi al sito Geocaching-Italia.com, possiamo pensare che si tratti di quasi 2000.Le cache sono circa 15000.

4) Qual è il profilo del gecacher italiano? e di quello straniero?

Li accomuna una bruciante passione per il geocaching ed il desiderio di trovare sempre nuovi cache.L’Italiano, però, è più stanziale; non supera spesso i confini regionali e, quasi mai quelli nazionali. Gli stranieri, che dimorano abitualmente nel nostro paese, sono più girovaghi.

5) In quali Paesi è più sviluppato?

USA, Germania, Canada, Regno Unito e Francia (Vedi statistiche).

6) e in Italia in quali regioni?

Trentino, Lombardia, Veneto, Toscana e Piemonte (Vedi statistiche).

7) Raccontami le 5 geocache più divertenti che hai scoperto? e quelle che hai nascosto (anche come commenti dei finders)?

Ho trovato più di 400 cache: sono pochini rispetto a quelli dei miei colleghi, ma già un numero importante per ricordarseli tutti. So per certo che mi sono divertita a cercarli tutti quanti. Non c’è miglior divertimento quando ottieni qualcosa con tanto impegno e costanza, sfidando te stesso, le tue capacità, il tuo istinto e le tue convinzioni (o presunzioni) e mettendo alla prova il tuo coraggio, il tuo spirito di avventura e di adattamento.

Fra quelli che ho nascosto, spero tutti e 60. Non potrei esprimere un giudizio obiettivo. Nel nascondere metto ancora più impegno e passione per non deludere i geocacher che li cercano. La più grande soddisfazione è leggere, fra i loro commenti e nelle loro e-mail di ringraziamento, che hanno scelto la mia zona proprio perché attirati dai miei cache e le loro aspettative non sono state deluse.

8) Qual è il ruolo di Geocaching Italia per l’utente?

Da sempre si prefigge lo scopo di diffondere il geocaching nel nostro paese.

Attivo dal 2001, primo sito italiano dedicato al settore, principalmente ha fornito una traduzione del sito ufficiale geocaching.com fino all’ottobre 2012, quando Groundspeak ha provveduto a colmare questo vuoto linguistico.

Nel luglio 2013 ha cambiato ruolo e veste per divenire una sorta di rivista specialistica online a beneficio di tutti i geocacher, principianti ed esperti